BIOGRAFIA

Giuseppe Zigaina

1924

Giuseppe Zigaina, pittore, incisore e saggista, nasce a Cervignano del Friuli il 2 aprile. Il padre Guido è falegname, la madre Lia è sarta. Inizia giovanissimo a disegnare e a dipingere con la mano sinistra dopo aver perso, a cinque anni, il braccio destro. Nel 1935 la famiglia si trasferisce presso Villa Vicentina, non distante dal fiume Isonzo, nella Bassa friulana. Dal 1935 al 1942 Zigaina studia al Convitto “Francesco Scodnik” di Tolmino, nell’alta valle dell’Isonzo, oggi territorio sloveno. Apprende lo sloveno e il tedesco, mentre sui monti si svolgono crudi fatti di guerra tra partigiani di Tito, tedeschi e guardie di frontiera italiane. 

1942

Ottiene l’abilitazione all’insegnamento e inizia a insegnare a Tolmino matematica e disegno. Su indicazione dello scultore di Udine Marcello Mascherini, espone a Trieste nella XVI Mostra Sindacale Giuliana alla Galleria d’arte al Corso una natura morta con un girasole reciso, tradizionale nell’impostazione ma aggiornata per ambientazione e che già denota personalità. Il dipinto è notato da Silvio Benco, già direttore del quotidiano “La Nazione” di Trieste, amico di James Joyce, e a quell’epoca giornalista non allineato: ne scrive su “Il Piccolo” di Trieste il 14 ottobre; la mostra è recensita da Umbro Apollonio sul numero di dicembre della rivista “Emporium”: i due articoli costituiranno per Zigaina una sorta di precoce viatico per l’ingresso nel sistema dell’arte. In occasione dei “Ludi Juveniles” a Firenze Zigaina vede alla Galleria degli Uffizi la tavola di Paolo Uccello “Disarcionamento di Bernardino della Carda”, sezione centrale della “Battaglia di San Romano”.

1943

L’8 settembre Zigaina rientra in famiglia, a Capo di Sopra, frazione di Villa Vicentina, non lontana dal fiume Isonzo, dove il padre si era trasferito quando era stato costretto a vendere la casa di Cervignano. Attorno alla casa, la solitudine e il silenzio dei campi, all’orizzonte le alture del Carso. 

1944

Consegue a Venezia la Maturità artistica discutendo col docente dell’Accademia di Belle Arti, Bruno Saetti, sul soggetto appunto della “Battaglia di San Romano”, il cui ricordo reggerà l’impianto compositivo dei dipinti dell’ultimo terzo del decennio; sostiene l’esame di ammissione all’Accademia di Architettura di Venezia. Nella città, deserta a causa della guerra, è affascinato dai teleri di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco, culminanti, nella Sala dell’Albergo, con la Crocifissione, altra opera di riferimento per l’uso della luce e per la componente dinamica nelle opere di Zigaina. 

1946

In aprile, a una mostra collettiva di pittura a Udine, incontra Pier Paolo Pasolini, di due anni maggiore di lui. Il poeta aveva frequentato le lezioni di Storia dell’arte tenute da Roberto Longhi all’Università di Bologna tra il 1940 e il 1942, anno della pubblicazione della prima parte di “Poesie a Casarsa” per i tipi della Libreria Antiquaria di Bologna, e aveva iniziato a disegnare e dipingere. Pasolini, che abitava a Casarsa della Delizia, paese natale della madre, vicino al Tagliamento, era tra i primi iscritti all’Associazione per l’autonomia del Friuli e si adoperava attivamente a rinnovare la lingua friulana. Con lo scrittore e futuro cineasta, Zigaina instaura un profondo rapporto d’amicizia e collaborazione, in un dialogo continuo, fino alla tragica scomparsa di Pasolini e oltre, quando dedicherà fondamentali studi e saggi critici alla sua opera. Zigaina allestisce la prima personale al Museo Civico di Gorizia nel settecentesco Palazzo Attems-Petzenstein, con presentazione di Vittorio Marangoni. Alla Mostra Giuliana d’Arte sacra alla Galleria d’Arte San Giusto a Trieste espone, fuori concorso, una pala d’altare dedicata al Martirio di San Giusto. Dipinge l’Orto del Getsemani: la versione definitiva, dell’anno successivo, entrerà in seguito nelle collezioni dei Musei Vaticani. Lavora altresì a una serie di ritratti ieratici risolti con larghe pennellate in accezione monumentale. 

1947

Espone in personale al Circolo Artistico Friulano di Udine con presentazione di Vittorio Marangoni; vince il terzo premio alla Mostra triveneta del Ritratto a Udine, classificandosi dopo De Pisis e Afro Basaldella: quarto è Pasolini. Ascolta molta musica barocca, di Bach e Vivaldi innanzitutto, ammirati per la costruzione matematica che sottende il loro comporre. A Udine ritrova un professore di Tolmino, Bassanin, che dipinge e gli consentirà di utilizzare i colori, e i propri quadri per lavorarvi sopra. Nello studio di questi, a Portogruaro, Zigaina lavora a una Crocefissione di grandi dimensioni, oggi alla Galleria d’arte sacra dei Contemporanei in Villa Clerici a Milano. L’opera dipinta è costantemente preceduta e seguita da un folto nucleo di lavori grafici di un tratto significante, spesso e deciso, fortemente drammatico. Attraverso il segno – disegnativo e pittorico – l’Artista rappresenterà ed esprimerà il proprio stato coscienziale e la vicenda esistenziale umana in generale, intrecciata di storia e memoria. Nel segno e nel colore, che privilegia toni notturni memori della silenziosa oscurità delle campagne, e dell’oscuramento del periodo bellico, si stratificheranno pensiero e sentire per riemergerne costantemente trasfigurati.

1948

Espone alla V Quadriennale di Roma alla Galleria d’arte moderna di Valle Giulia nella prima vasta mostra del dopoguerra, progettata nel 1947 e denominata poi Rassegna Nazionale delle arti figurative, per evidenziarne la differenza con le precedenti edizioni indette dal regime. In occasione della mostra l’I.S.A. (Istituto di solidarietà artistica) presieduto da Roberto Melli, assegna la borsa di studio della Galleria d’Arte moderna di Roma ad un giovane pittore di non oltre 25 anni che viene scelto dalla giuria all’unanimità in Giuseppe Zigaina. Espone per accettazione alla XXIV Biennale internazionale d’arte di Venezia il dipinto Concerto n. 1. Nell’occasione incontra Guttuso, Pizzinato, Corrado Maltese, De Micheli, De Grada Treccani, Franco Francese, Titina Maselli, Emilio Vedova e Leoncillo, ma scopre altresì Chagall e soprattutto la “Pêche de nuit à Antibes” di Picasso rimanendo affascinato dall’inedita libertà compositiva e dalla cromìa brillante dell’opera. Espone in personale alla galleria del Cavallino di Venezia, con presentazione di Berto Morucchio. Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Marchiori recensiscono la mostra su “Il Mattino del Popolo” di Venezia. Partecipa al Premio nazionale “Diomira “per il disegno, promosso a Milano dalle edizioni del Milione. La sua poetica risente della prossimità con il Movimento realista del quale concorre a elaborare i princìpi teorici, poi con il Fronte nuovo delle Arti, e alla corrente realista egli dichiara di appartenere ma non prende parte attiva nei raggruppamenti d’artisti e avvoca costantemente a sé la propria autonomia. La sua attenzione va al Picasso postcubista e all’Espressionismo tedesco di Otto Dix. Dell’ultimo terzo degli anni ‘40 sono i cicli pittorici dedicati agli Uomini nel bosco e ai Cavalli morti e cavalieri, opere impostate geometricamente con precise connotazioni plastiche, forte senso del dramma, perfetto equilibrio, prive di retorica alcuna. A seguire, in occasione di manifestazioni popolari realizza tempere di grandissime dimensioni risolte rapidamente, prime opere a soggetto di contadini e operai che troveranno i desiderati sviluppi nei dipinti degli anni immediatamente successivi. 

1949

Zigaina vince il premio “Gigliola” alla rassegna della Colomba a Venezia. Espone alla galleria dell’Opera Bevilacqua La Masa in Venezia presentato da Pier Paolo Pasolini. Realizza tredici disegni per la raccolta di poesie di Pasolini Dov’è la mia patria edita dalla Academiuta di Lenga Furlana fondata dal poeta nel febbraio 1945 a Versuta, vicino a Casarsa della Delizia. In ottobre Pasolini, in seguito a una denuncia, è costretto a lasciare Casarsa e si trasferisce con la madre a Roma.

1950

Zigaina è invitato alla XXV Biennale internazionale d’arte di Venezia con tre opere di fondamentale importanza che sanciscono la consacrazione del pittore agli inizi ufficiali della sua attività artistica: Occupazione delle terre, Biciclette e falci, Erba ai conigli; gli viene assegnato il premio “Antonio Fontanesi”. Uno dei dipinti sarà acquistato dalla Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma. La pittura del periodo, contrassegnata da un realismo innestato da toni espressionistici, presenta forti contrasti luministici e tavolozza a tutto campo. Nei primi anni ’50, ai tempi della mobilitazione dei lavoratori e dei disoccupati del territorio depresso della Bassa Friulana, e dello scavo del canale Cormôr da parte di centinaia di volontari friulani e veneti allo scopo di bonificare l’ampia zona acquitrinosa della Bassa occidentale, Zigaina esegue grandi disegni di forte struttura e dalla marcata stilizzazione figurale, e dipinti dedicati ai contadini, agli uomini sui carri o sull’argine in attesa del traghetto serale, prefigurazioni di un altro transito, alle riunioni dei braccianti in protesta, schierati con falci, vanghe e biciclette. Il pittore documenta con vigorosa passione il mondo del lavoro in tutta la sua dolorosa durezza, in decise connotazioni simboliche. Il tema delle biciclette, soggetto di molti dipinti, deriva dall’importanza assunta da questo mezzo di trasporto, unica ricchezza del padre in seguito alla svalutazione postbellica della moneta italiana. Espone alla rassegna di gruppo Pittori realisti alla Galleria Bergamini di Milano con Gasparini, Mucchi, Genni, Motti, Pizzinato, Migneco, Tettamanti, Treccani, Vespignani. Partecipa alla III edizione del “Premio Suzzara”: la mostra è allestita al Ridotto del Teatro Regio di Parma: in quell’occasione la vincita consistette in una barca.

1951

Vince il “Premio Bologna” e il premio “Italia-Francia” di Sestri Levante. Partecipa al “Premio Città di Monza” e al “Premio Parigi” a Cortina d’Ampezzo. Espone in personale alla galleria del Naviglio di Milano, 7 quadri e 20 disegni del 1950, presentato da Raffaele De Grada: tra le opere, un gruppo di disegni realizzati sul Cormôr l’anno precedente, sul fiume Ausa e sul delta del Po. Cita ancora il paesaggio del fiume Ausa presso Cervignano nel dipinto “Attesa del traghetto serale”, oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Partecipa alle rassegne Cinquante peintres italiens d’aujourd’hui alla Galérie La Boétie di Parigi; a Realist italian painters alla Gimpel Fils Gallery di Londra e alla mostra dell’Art Club a Göteborg, Helsinki, Oslo, Copenhagen, presentata da Giulio Carlo Argan. 

1952

Espone tre dipinti di grande formato alla XXVI Biennale internazionale d’arte di Venezia: Braccianti del Cormor (1951), Braccianti sul carro (1952), Assemblea di braccianti sul Cormor, sciopero a rovescio del luglio 1950 (1952), opera fondamentale di quel periodo, oggi conservata alla Galleria d’Arte moderna di Udine. Lo studio della parte destra del dipinto, datato 1951 e presentato alla I Mostra nazionale di pittura “Città di Monza” lo stesso anno, è nelle collezioni dei Musei monzesi. La pittura inizia a discostarsi dal linguaggio del Realismo. Nel frattempo, la famiglia era rientrata a Cervignano, a poca distanza dalla casa dove Zigaina era nato. Espone in personale dipinti e un gruppo di disegni dedicati ai lavoratori del Delta del Po alla Galleria Il Pincio di Roma, con una lucida presentazione di Mario De Micheli, prima storicizzazione del percorso dell’Artista. Zigaina decide di rinunciare di trasferirsi nella capitale per rimanere fedele al proprio territorio: queste profonde radici friulane sosterranno tutto l’arco della sua creatività. Entra nel comitato di redazione della rivista mensile di arti figurative “Realismo”, diretta da Raffaele De Grada.

1953

Dirige il film 1953: primo Maggio a Cervignano, acquistato e diffuso dalla RAI TV nel 1980. È invitato da Luigi Carluccio alla mostra Peintres d’aujourd’hui France-Italie al Palazzo delle Belle Arti nel Parco del Valentino a Torino. Nei dipinti, le linee portanti si fanno più fluide e il colore più libero e caldo. È invitato all’Esposizione Nazionale di pittura italiana contemporanea all’Università di Trieste. Il suo dipinto “Lavoratori agricoli” è acquisito dal Museo Revoltella. Inizia ad illustrare con disegni e litografie originali opere di vari autori per diverse case editrici. 

1954

Per la X Triennale di Milano realizza sulla parete sinistra dell’atrio del Palazzo dell’Arte una grande pittura murale sul tema della trebbiatura; vince il “Premio Graziano” (IV edizione); espone cinque opere alla XXVII Biennale internazionale d’arte di Venezia. Visita Praga. Esce per le edizioni della Galleria La Colonna della ceramista Renata Usiglio a Milano una plaquette con un circostanziato testo della Usiglio che fa il punto in dieci quadri sull’evoluzione di Zigaina dagli esordi ai suoi trent’anni. 

1955

Espone in un’antologica opere dal 1946 al 1954 al Palazzo dei Musei di Modena. È invitato alla III Biennale del Museo di San Paolo del Brasile dove espone dieci tra disegni e tecniche miste; la mostra è introdotta da Umbro Apollonio. In pittura inizia a sostituire ai temi del mondo contadino una visione critica di soggetti della realtà industriale e situazioni quotidiane. Dopo aver visitato una mostra di Zigaina alla galleria Il Pincio a Roma, Pasolini dedica all’Artista amico il poemetto Quadri friulani, che rievoca una sera festiva nel paese di Ruda, testo compreso nel 1957 nel volume Le ceneri di Gramsci, edito da Garzanti, che varrà a Pasolini il “Premio Viareggio”. A Roma conosce Antonello Trombadori e Alberto Moravia. Conquista il secondo premio ex aequo con Bruno Cassinari al “Premio Graziano” con un ritratto. Esegue il primo dipinto sul tema Verso la laguna e i primi ritratti del padre, nati dall’elaborazione disegnativa di una fotografia: uno di questi titola “Mio padre l’ariete” dove l’Ariete si collega al segno zodiacale del pittore. Tali soggetti troveranno nuovi e amplissimi sviluppi nei decenni ‘80-’90. 

1956

Espone cinque disegni alla XXVIII Biennale Internazionale d’arte di Venezia con presentazione di Mario De Micheli; è invitato alla Mostra del disegno italiano in URSS al Musei Puskin di Mosca e all’Ermitage di San Pietroburgo: vi conquista la medaglia d’oro. Conosce a Varsavia il critico d’arte Julius Starzinskj con il quale visita anche la casa di Chopin a Zelazowa Wola. Vince la IX edizione del “Premio Suzzara” con il dipinto Operai che escono dalla fabbrica. Nei disegni, i personaggi tendono ad assumere tutti le sembianze del padre. L’anno della repressione sovietica in Ungheria coinvolge gli artisti italiani in una crisi esistenziale e culturale.

1957

Espone alla Galleria d’arte contemporanea di Caracas venti disegni del 1956 e 1957, presentato da Paolo Gasparini, e alla galleria Odyssia di Roma, con Mino Ceretti, Franco Francese e Alberto Sughi, presentati da Odyssia Skouros. La figura di Zigaina è compresa nel volume di Arturo Schwarz Pittura italiana del dopoguerra 1945-1957. Conosce l’editore e attivista milanese Giangiacomo Feltrinelli al quale si legherà d’amicizia fino alla tragica morte di questi a Segrate nel 1972. Realizza un murale a sgraffio a soggetto Contadini e biciclette per il ristorante Bella Trieste di Sagrado, opera restaurata e trasferita in seguito nella sede della Banca Montepaschi di Siena a Trieste. Coeve sono tempere a secco sul tema del lavoro contadino, con carro, fieno e falci, per la sala cinematografica “Bassi” di Latisana: l’opera è stata parzialmente cancellata nel 2015 durante la ristrutturazione del locale.

1958

Illustra con 52 disegni la traduzione tedesca de Le confessioni di un ottuagenario di Ippolito Nievo per l’editore Volk und Welt (Pisana oder die Bekenntnisse eines Achtzigjährigen, Berlino 1959). 

1959

Sposa Maria de Carolis e va ad abitare nella nuova casa costruita a Cervignano su progetto dell’architetto Giancarlo di Carlo. Espone alla Prima Biennale dei Giovani Artisti di Parigi al Musée d’art moderne de la Ville de Paris e alla Parker Exhibition of Arts New York. È invitato alla VIII Quadriennale Nazionale d’arte di Roma con cinque opere. Alla Galleria del Girasole di Udine espone una serie di ritratti espressionistici e studi di crocefissioni. Vince il Premio Perugia con Crocefissione 1959, opera allora osteggiata dalle gerarchie ecclesiastiche. Realizza i cartoni per un mosaico pavimentale in un edificio realizzato dall’architetto Gianni Avon a Grado, primo atto di una collaborazione si rinnoverà negli anni Settanta. Esegue un ampio graffito murale nel Palazzo Comunale di Treppo Carnico, opera distrutta nel terremoto del 1976 e riproposta dai bozzetti in mosaico nel 2003. Dipinti della sequenza Notturno italiano esplicitano, nello spirito caricaturale che li pervade, l’intelligenza della Nuova Oggettività tedesca. Realizza quattro tavole a corredo dell’edizione illustrata della Divina Commedia che sarà pubblicata dall’editore Aldo Martello a Milano nel 1965 nel VII centenario della nascita del Poeta: le opere commissionate ai vari artisti appariranno via via lungo un lustro in una decina di appuntamenti della Mostra Nazionale Dantesca denominati “Omaggio a Dante degli artisti italiani d’oggi”, su iniziativa della Quadriennale di Roma e della Società Italiana Dante Alighieri, in varie città italiane ed estere.

1960

È invitato con una sala personale alla XXX Biennale internazionale d’arte di Venezia: espone 13 opere nella sala XXX, presentato da Mario De Micheli: tra i dipinti le “Ceppaie” e la prima versione de “Generale all’assalto”, con una tromba, sulla sinistra del quadro, che sarà in seguito cancellata. Vince il Premio Ginori. Alcune tra le opere premiate alla Biennale di Venezia vengono presentate a cura della American Federation of Arts in un tour che tocca New York, Minneapolis, Milwaukee, Chicago, Syracuse. Zigaina è invitato con una personale alla Padawer Gallery di New York. Espone alla rassegna itinerante Italienische Kunst der Gegenwarts ad Hagen, Karlsruhe e Braunschweig con introduzione di Luciano Budigna. Il decennio vede la nascita di dipinti di grandi dimensioni sui temi dei Generali, forti icone ironiche antimilitariste ai tempi del disgelo krusceviano, delle Ceppaie, dei Bambini che giocano: opere visionarie che promanano straordinaria energia, denotano un passaggio strumentale nell’Informale e confermano il colorismo sontuoso dell’Artista in una materia mai ferma. 

1961

Partecipa alla Mostra della Critica italiana alla civica Galleria d’arte moderna di Milano, su invito di Marco Valsecchi e Marcello Venturoli che firma la presentazione di Zigaina in catalogo: vi invia tre dipinti sul tema delle Ceppaie. La mostra è resa itinerante a Firenze e Roma. Vince il premio “Ginestra del Conero” ad Ancona con Dino Buzzati e Giuseppe Banchieri. Esce il volume del Dizionario Enciclopedico Treccani che riporta la voce Zigaina. 

1962

Espone alla rassegna Il dopoguerra, la pittura in Italia dal 1945 al 1955 al Castello Estense di Ferrara, mostra promossa dal Comitato manifestazioni culturali della città, per la cura di Mario Paoli e Renato Sitti, con testi di Raffaele De Grada, Antonio Del Guercio, Franco Russoli e Marco Valsecchi, e alla rassegna Nuove prospettive della pittura italiana a Palazzo di Re Enzo, Bologna. È invitato a far parte della Società Europea di Cultura, fondata nel 1950 a Venezia. L’attività disegnativa, a matita grassa, con interventi di cere colorate, si concentra per un triennio sui temi dei Dormitori, delle Donne assassinate e delle Ceppaie, soggetti metamorfici sovente intercambiabili, in fogli d’immediata presa per la potenza drammatica del segno che indaga il senso della solitudine e gli abissi della violenza.

1963

Nasce la figlia Alessandra. Espone invitato alla rassegna di 41 artisti italiani organizzata in Australia dalla Quadriennale di Roma, Contemporary Italian Paintigs, itinerante da Melbourne a Sidney, Brisbane, Adelaide, Mildura e Perth. Partecipa alla Exposicion de jovenes pintores italianos organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid presso la Sala de Exposicion del Conservatorio de las Artes del Libro. Conquista il premio “Maestri Comacini” al Premio di Pittura Campione d’Italia. Espone al Premio Spoleto. Inaugura una personale alla Galleria del Milione a Milano, con presentazione di Marcello Venturoli; inizia un foltissimo curriculum espositivo presso le maggiori gallerie private su tutto il territorio nazionale.

1964

Espone a Peintures Italiennes d’Aujourd’hui, mostra di 43 artisti italiani organizzata dalla Quadriennale di Roma, itinerante da Beirut a Damasco, Teheran, Ankara, Tunisi. Personale di disegni dal 1960 al 1964 alla Galleria dell’Aquilone di Urbino con presentazione di Valerio Volpini. Marcello Venturoli compone un sentito ritratto da vicino di Zigaina, poi compreso nel volume Il viaggiatore in Arte edito da Rizzoli a Milano nel 1966.

1965

Presenta alla Galleria Penelope di Roma la grande tela Dormitorio del 1964 che verrà esposta anche alla Biennale di San Paolo del Brasile e al Museo d’arte moderna di Lisbona: in catalogo scritti di Mario De Micheli e Marcello Venturoli. Uno studio per pittura murale è acquisito alla collezione d’arte moderna della Camera dei Deputati a Montecitorio. Si apre una personale con 16 oli e 28 tecniche miste dal 1961 al 1964 al Museo di Skopije, con presentazione di Giovanni Carandente; espone alla IX Quadriennale Nazionale d’arte di Roma e alla VIII Biennale del Museo d’arte moderna di San Paolo del Brasile in una rassegna presentata da Gian Alberto Dell’Acqua. In occasione della personale alla Galleria 32 conosce Gillo Dorfles. Principia in questo periodo la produzione incisoria, puntesecche su piombo, su invito di Rafael Alberti presso lo stampatore Romero di Roma, ma soprattutto acqueforti su zinco, tecnica nella quale Zigaina raggiungerà altissimi esiti in continue sperimentazioni lavorando anche su lastre grandi formati. I Dormitori costituiscono il primo soggetto ma tutti i temi di Zigaina si troveranno altresì nell’opera incisa. Contestuale alla produzione incisoria è l’elaborazione di libri d’artista, composti su carte di pregio, corredati da una o più stampe e da testi inediti di noti poeti e scrittori. Tale produzione contemplerà un folto gruppo di titoli lungo l’arco di oltre tre decenni. Su cartoni di Giuseppe Zigaina, le maestranze della Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, attiva dal 1922, negli anni ‘60 diretta da Fred Pittino, realizzano grandi mosaici parietali nella Scuola media “Marco Polo” di Grado (a soggetto Paesaggio marino) e nella Scuola media “Giuseppe Ellero” di Udine (quattro mosaici nei corridoi dei vari piani, a soggetto de: Il sonno genera mostri, L’Apocalisse, Ancora speranza, La vita). Il ciclo di rassegne “Omaggio a Dante degli artisti italiani d’oggi” si conclude a Roma in Palazzo Venezia alla fine dell’anno. 

1966

Ritorna a esporre alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, XXXIII edizione, in una sala personale con 17 opere. Esce l’ampia monografia dedicata a Giuseppe Zigaina per le Edizioni del Milione di Milano, con testo critico di Mario De Micheli. Nei dipinti compaiono nuvole scure che incombono sui campi e acuminate punte di steccati come spade in controluce. Su cartoni di Zigaina, la Scuola Mosaicisti del Friuli realizza un ampio mosaico parietale alla Scuola media “Pasquale Paoli” di Modena, a soggetto La realtà e i sogni.  

1967

Mostra dell’opera grafica, 54 disegni dal 1947 al 1967, al Centro culturale Zanussi – Casa dello studente di Pordenone, con un testo di Arturo Manzano nel catalogo Edizioni Sagittaria. Verso la fine del decennio diventa caratteristica la suddivisione dell’area dei dipinti di Zigaina in due campiture orizzontali. 

1968

Esegue bozzetti per l’allestimento scenico de Il giocatore di Sergej Prokofiev al Teatro dell’Opera di Roma. Realizza un folto gruppo di tecniche miste su carta per Il convitato di pietra di Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij, in scena al Teatro Verdi di Trieste nella stagione 1968-69. Collabora come consulente per il colore e le tecniche pittoriche all’allora controverso film ideologico di Pasolini “Teorema”, eseguendo un gruppo di grandi disegni a pennello per scene del film: nelle riprese è la mano di Zigaina che dipinge per il giovane pittore folgorato dall’Ospite misterioso. Espone in personale a Verona alla Galleria dello Scudo: in  catalogo un’intervista di Marco Valsecchi. La pittura di Zigaina volge a un ambito più decisamente neofigurativo; nei dipinti, la natura appare attraversata da misteriosi presagi. Nascono i disegni di forte stilizzazione dedicati al cimitero militare di Redipuglia, che confermano la contaminazione operata dall’Artista tra eventi storici e la loro sublimazione in un intreccio fra sogno e dramma della realtà. Nei decenni a seguire nasceranno i cicli delle Anatomie, dei Paesaggi come anatomia, dei Pioppeti, dei Girasoli, delle Astronavi sulla laguna. La natura continua a far parte dell’iconologia di Zigaina in ordine a un metamorfismo continuo, misterioso e inquieto, proiezione di visioni interiori, tra tronchi di salici, radici espiantate, argini, canali, teste di capra o di ariete sovrastanti un cuore esposto con i suoi annessi vasali (1968), uccelli fra l’erba e imponenti farfalle: la Farfalla del 4 Novembre a Redipuglia riecheggia la fine della Grande Guerra; una farfalla incombe nella serie inquietante degli Interrogatori di cui un esempio probante è alla Galleria nazionale d’arte moderna di Berlino: la farfalla che depone le uova tra i teschi dei caduti vuol significare la liberazione dell’anima dal suo involucro terreno.

1969

A casa di Zigaina si incontrano per la prima volta Feltrinelli e Pier Paolo Pasolini che cercava allora luoghi incontaminati per alcune riprese del film Medea, primo lungometraggio del regista orientato verso il mito e il passato arcaico, che vedrà nel ruolo del titolo l’impareggiabile cantante lirica Maria Callas. È Zigaina che, con la propria barca, accompagna Pasolini nella laguna di Grado. L’ambiente del Basso Friuli alla foce dell’Ausa diventa il set per l’episodio dell’arrivo degli Argonauti. In occasione della personale veronese di Zigaina alla Galleria dello Scudo Pasolini gli dedica la poesia I Reca … (i fiumi, in croato) che inizia con il verso L’arrivo di un cavo: questo diverrà il titolo di una sequenza di grandi dipinti di Zigaina alla metà degli anni ’80. Mostra personale al Museo di Rijeka (Fiume). Elabora bozzetti per l’opera Carmen di Georges Bizet in scena al Teatro Verdi di Trieste nel 1969.

1970

Per i Quaderni di Imago / 8 esce il volume dedicato a Zigaina con 74 fotografie di Italo Zannier e testi di Pier Paolo Pasolini, Alfonso Gatto e Mario De Micheli. Zigaina presenzia alla prima del film Decameron a Berlino con P.P. Pasolini. Alla prima metà del decennio risalgono cartoni per nuovi grandi mosaici: pavimentale e murale della hall delle Terme marine di Grado dell’architetto Gianni Avon, e murale sui due piani del Palamostre di Udine, opera del medesimo architetto. Zigaina diventa direttore per tre anni delle “Settimane del cinema” di Grado istituite da Pasolini in polemica con la Biennale del Cinema di Venezia. 

1971

Nell’anno in cui esce Trasumanar e organizzar, libro di svolta della poesia di Pasolini, Zigaina viene chiamato dal regista a collaborare al film Decameron in cui gli viene affidata la parte del frate santo che confessa Ciappelletto. Nei dipinti dei primi anni Settanta farfalle e grandi insetti, emblemi del non umano, mutano in macchine aliene e astronavi a figurare la minaccia della tecnologia fine a se stessa. I cieli di Zigaina sono solcati da fulmini e arcobaleni, da intendersi in senso sovrannaturale, che incrementano la valenza astratta dell’opera. Al primo terzo del decennio fanno capo anche potenti lavori grafici e pittorici sul tema del Colle di Redipuglia, a memento di tutto il territorio friulano insanguinato dal primo conflitto mondiale e a monito della cruda follia che sovrintende alle decisioni umane. Si apre una personale con 23 oli tra 1966 e 1971 alla Galleria 32 di Milano con un nuovo testo di Mario De Micheli. 

1972

Espone una tecnica mista nella sezione Venezia: ieri oggi domani della XXXVI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e sette opere alla X Quadriennale Nazionale di Roma. Per i tipi dell’editore Franco Maria Rosso di Biella esce un volume a cura del Club d’arte “Tagliamento” dedicato a Zigaina, con testi di Pier Paolo Pasolini e Mario De Micheli: raccoglie i poemetti di Pasolini “I Reca” e “Quadri friulani” e tutti i 75 disegni del 1972 “Dal colle di Redipuglia”. Muore a Segrate l’editore Giangiacomo Feltrinelli.  

1973

Mostra antologica dell’opera grafica con 163 disegni e tecniche miste, a cura di Giuseppe Marchiori, nel restaurato storico Palazzo Torriani a Gradisca d’Isonzo. Per l’occasione l’editore Franco Maria Rosso di Biella dedica a Zigaina un’ampia monografia che riporta la registrazione di un colloquio tra Giuseppe Marchiori e Zigaina, avvenuto a Venezia nel giugno 1973, che ricostruisce percorso e contesto dell’Artista dal 1947. Con la personale alla Galerie G di Berlino, presentata da Werner Haftmann, inizia il tour di Zigaina nelle maggiori gallerie tedesche: Amburgo, Galerie Levy, 1973; Bonn, Galerie Pudelko, 1974 e Augsburg, Holbein Haus, 1974.

1974

Vince il Premio speciale della Biennale internazionale della grafica di Firenze. Espone alla Galleria 23 di Cremona presentato da Elda Fezzi e alla galleria Eidos di Milano, mostra documentata dalle fotografie di Carla Cerati. Prosegue la serie disegnativa delle Anatomie; nasce la misteriosa sequenza colma di presagi dedicata alla consumazione e consunzione, intitolata Qualcosa che brucia e le Visitazioni dalla spazialità dilatata. È invitato alla rassegna Das italienische Realisten von 1945 bis 1974 allestita alla Haus am Mariannenplatz di Berlino, poi trasferita al Badischer Kunstverein di Karlsruhe (1975), con contributi in catalogo di Rainer Civegna, Lothar C. Poll, Peter Hielscher, Dieter RuckhaberleChristiane Zieseke. Espone alla rassegna Que bien resiste! a Villa Manzoni di Lecco. Viene realizzato un grande arazzo su disegno di Zigaina per l’Aula del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia nel palazzo di piazza Oberdan a Trieste, sede inaugurata nel 1972.

1975

In gennaio Zigaina espone in personale alla Bedford House Gallery di Londra con testo di Werner Haftmann (in maggio la galleria ospiterà una personale di Gianfranco Ferroni). In febbraio scompare Guido Zigaina, padre dell’artista. Sulla sua figura nascerà un nuovo vasto ciclo di disegni, incisioni e dipinti. Il 2 novembre, sul litorale di Ostia, viene ucciso Pier Paolo Pasolini. Zigaina è chiamato a far parte del Comitato promotore degli studi pasoliniani di Casarsa, accanto all’editore Giulio Einaudi, a Luciano Erba, Angelo Romanò, padre Davide Maria Turoldo e Andrea Zanzotto.

1977

Zigaina è invitato a esporre ad Alter Ego: Maler-Schriftsteller, Schriftsteller-Maler / Pittori che scrivono e scrittori che dipingono, rassegna internazionale delle Arti e della Cultura, a cura di Guido Borella, in Villa Malpensata a Lugano.

1978

Accompagna la nuova mostra personale di Zigaina itinerante in Austria a Innsbruck, Salisburgo, Vienna, Graz, un ampio saggio a firma del critico di Bolzano Kristian Sotriffer. Per le Edizioni Vanni Scheiwiller, Zigaina cura il volume Pier Paolo Pasolini – I disegni 1941-1975 che censisce 192 lavori grafici e pittorici del poeta, con introduzione di Mario de Micheli, prefazione di Giulio Carlo Argan e una poesia di Andrea Zanzotto: il catalogo accompagna la mostra di Pasolini in Palazzo Braschi a Roma. Illustra con numerosi disegni il numero di maggio della rivista “Civiltà delle macchine” interamente dedicato a “Mente e cervello”, tema al quale Zigaina si è ampiamente interessato. La rivista riporta inoltre il testo di Mario De Micheli “Le immagini di Zigaina tra storia e natura”. A un disegno dedicato alla figura del padre, Zigaina appone una frase tratta dal romanzo di Maria Fagyas “Il tenente del diavolo”, imperniato su un episodio autentico accaduto al comando imperiale austroungarico nel 1909. Sulla rivista “Iniziativa isontina” Livio Fontana fornisce una lettura in chiave junghiana della simbologia di Zigaina. 

1980

Vince il premio speciale della giuria della IV Biennale internazionale della grafica di Mulhouse. Espone fondamentali opere dei primi anni Cinquanta alla rassegna Arte e mondo contadino, a cura di Mario De Micheli in Palazzo Madama a Torino. Nuove sequenze di opere, eccelse per composizione e di tenera bellezza, sono dedicate ai temi de Il viaggiatore notturno, misteriosa oscura entità incombente sulla pianura a figurare il viaggio estremo oltre la linea dell’orizzonte, metafora dell’esistenza umana e compendio del tragitto di ogni uomo verso la fine (un inquietante esempio in un’opera acquisita dal Musée Cantonal di Losanna), della Laguna di notte, La sera nel vigneto, Sui campi dell’Arciduca, questi con gli stendardi del passato absburgico librati sul paesaggio, dipinti dal forte gioco chiaroscurale nella elegantissima cromìa, intriganti per l’impostazione prospettica allargata lateralmente. Tema sequenziale alle Anatomie è quello del cervello umano che si precisa nei termini di una poderosa macchina il cui tronco cerebrale si stacca dal corpo per assumere vita propria e librarsi nello spazio. SI tratta di opere di complessa lettura, nelle quali emerge la profonda cultura dell’Artista, frutto di meditazioni su ricordi rielaborati attraverso indagini filosofiche.

1981

È cofondatore della Triennale europea dell’incisione. Realizza bozzetti per Goyescas di Enrique Granados al Teatro Verdi di Trieste nella stagione 1981-82. Nascono lungo il decennio le sequenza di lavori dedicate a Mio padre che ascolta, Mio padre l’ariete e Quasi un Ex-voto: la figura del padre è collegata agli attrezzi della professione di falegname oppure è proiettata in alto, in una sorta di mandorla. È in contatto con la Galerie Kara di Ginevra che gli dedica una prima personale di opere tra 1960 e 1980 con un testo di Maurice Pianzola mentre la mostra di tecniche miste sul tema de Il viaggiatore Notturno e del Cervello-Paesaggio al Musée Cantonal di Losanna è introdotta da un discorso di René Berger che affronta il difficile passaggio creativo dell’Artista ai tempi della discussione sulla teoria di Manuel José Delgado del cervello tripartito e sull’elettrostimolazione. 

1982

È presente con cinque opere nella sezione internazionale della XL Biennale internazionale d’Arte di Venezia Arte come Arte: persistenza dell’opera, e alla mostra Mit Naudel und Saure per i 500 anni dell’arte dell’acquaforte all’Albertina di Vienna. Esce il Catalogo generale dell’opera grafica 1975-1981 introdotto da Roberto Tassi. Espone alla rassegna Perspektiven und Retrospektiven alla Galleria Academia di Salisburgo. Cura con Johannes Reiter il volume sui disegni di Pasolini per le edizioni Balance Rief di Ginevra. Espone in personale alla Biennale internazionale della Grafica di Mulhouse. 

1983

Si apre una personale di disegni, tecniche miste e incisioni allo Esslinger Kunstverein in Villa Merkel a Esslingen e di incisioni dal 1973 al 1983 all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia – Lindenthal: introduce i cataloghi un saggio di Thorsten Rodiek. Espone alla mostra Modern Art in Italy alla Galleria Nazionale d’Arte moderna di Nuova Dehli in Jaipur House. È invitato alla rassegna itinerante World Prints 83 dal Museum of Modern Art di San Francisco a varie città statunitensi. Tiene una conferenza sui problemi dell’arte grafica al Fort Mason Center di San Francisco. È nominato Accademico dell’Accademia di San Luca in Roma.

1984

Partecipa all’esposizione Intergrafik a Berlino e alla XXIX Biennale nazionale Città di Milano. Nella conferenza Total contamination in Pasolini alla Berkeley University espone e sostiene la teoria della messa in scena della propria vita da parte del poeta, e che la sua tragica morte fosse stata progettata nel tempo da lui stesso, come méta coerente e suprema. Per il catalogo della mostra Pier Paolo Pasolini: Drawings and Paintings a Berkeley, University Art Museum, University of California, redige il saggio Under the sign of contamination e presenzia con Alberto Moravia all’apertura della mostra di disegni di Pasolini. A Chicago visita l’Istituto Italiano di cultura. Personale ad Art Basel 16 con la Galérie Kara. Lo scritto di Zigaina Cinéaste peintre dessinateur: Pasolini è compreso nel catalogo della mostra “L’Univers esthétique de Pasolini” allestita in novembre-dicembre alla Chapelle de la Sorbonne, edizioni Persona / Maison des Cultures du Monde, Parigi. 

1985

È Visiting Professor all’Art Institute di San Francisco. Il testo della conferenza Total contamination in Pasolini viene pubblicato sulla Stanford University Review. È invitato alla Ölans Biennale di Borgholm, Helsinki, Stoccolma. Mostra personale al Palazzo dei Templari di Molfetta. Il testo di René Berger del 1981 è ripubblicato nel volume Zigaina ou la traversée des emblèmes per le edizioni Balance Rief di Basilea, 1985.

1986

È invitato alla XI Quadriennale di Roma al Palazzo dei Congressi all’EUR. Vince il primo premio alla Mostra internazionale di grafica Do Forni di Venezia. Espone alla mostra Paesaggio senza territorio a cura di Vittorio Sgarbi e Laura Gavioli al Castello Estense di Mesola. Nasce l’elegante sequenza essenzialmente disegnativa dal titolo L’arrivo di un cavo (primo verso della lirica di Pasolini dedicata al pittore nel 1969) dall’impalcatura grafica con fughe prospettiche, presentata su ampie carte intelate appena toccate dal colore. I dipinti del periodo sul tema Verso la laguna, proiezione dell’inconscio, si impongono per la visione dall’alto di ceppaie, salceti e tratti di costa verso un orizzonte sconfinato. Nell’iconologia dell’Artista, l’acqua lagunare è elemento femminile mentre picchetti e pali delle vigne costituiscono l’elemento maschile, i cavi come raggi solari che attraversano l’aria riempiendo il vuoto. Esce per le edizioni Kara di Ginevra Pier Paolo Pasolini et la sacralité de la technique, traduzione del saggio di Zigaina.

1987

Espone alla Biennale internazionale di Reykjavik. Vince il premio speciale della giuria alla Biennale internazionale della Grafica di Varna in Bulgaria. Le cinque opere presentate sono acquisite dalla Galleria d’arte moderna di Sofia. Pubblica presso Marsilio Editore lo studio Pasolini e la morte: mito alchimia e semantica del nulla lucente in cui Zigaina raccoglie, modificate e ampliate, le due conferenze su Pasolini scritte per la Berkeley University. Nelle opere grafiche, all‘immagine del padre si lega sovente la figura del poeta canadese Alfred Wellington Purdy, pressoché coetaneo del pittore. Il padre diventa in seguito figura del Super-Io nelle Icone per un transito, lavori che integrano alla pittura frammenti d’incisione e riporti fotografici per un personale, suggestivo e illuminante aggiornamento dei linguaggi di portata internazionale. 

1988

Ritorna alla Galerie Kara di Ginevra con una mostra di dipinti e disegni. In catalogo un’intervista di Sylvio Acatos a Zigaina. Espone nella mostra Figure del dopo-diluvio 90 disegni inediti degli anni ’70 al Palazzo del Monte Nuovo di Pietà in Piazza della Loggia a Brescia, a cura di Floriano De Santi. La mostra è trasferita all’antico Convento di Santa Chiara in Urbino. La Galleria d’Arte moderna di Udine acquisisce la grande tela Assemblea di braccianti sul Cormôr del 1952. 

1989

Nell’estate si apre un’ampia rassegna antologica di opere tra 1948 e 1989 a Palazzo Diamanti di Ferrara, a cura di Floriano De Santi: nel catalogo Editions Kara, saggi di René Berger, Vanja Strukely, Roberto Tassi, Michael Semff e un nucleo di testi autobiografici di Zigaina. La Biennale internazionale della grafica di Lubiana dedica a ZIgaina una personale in cui espone 100 acqueforti; la rassegna è trasferita al Museo di Tallin in Estonia e al Victorian Art Center di Melbourne. Pubblica presso l’editore Marsilio di Venezia Pasolini tra enigma e profezia.

1990

Pordenone ospita un’esposizione antologica comprensiva di quasi trecento opere distribuite tra Villa Galvani e la Galleria Sagittaria; il catalogo, a cura di Floriano de Santi e Giancarlo Pauletto, si arricchisce, rispetto a quello di Ferrara, di una conversazione tra Zigaina e Pauletto e di un capitolo sul realismo mitico simbolico di Zigaina a firma di Livio Fontana nel momento in cui la pittura dell’Artista volge a una declinazione per emblemi. Viene assegnato a Zigaina il Premio Masi Valpolicella per la cultura. Antologica di opere 1972-1989 alla Galleria d’arte moderna di Praga. Espone 70 opere grafiche alla Galerie Hartmann di Monaco. Nell’occasione conosce il poeta austriaco Ernst Yandl e la scrittrice Friederike Mayröcker. Antologica dell’opera grafica al Centro internazionale della grafica di Lubiana con presentazione di Zoran Krzisnik. È invitato alla rassegna Cento artisti testimoniano per l’uomo organizzata dalla Bibliothèque Nationale di Parigi. Esce per i tipi di Marsilio in Venezia la riedizione condotta sull’autografo de Le Confessioni d’un italiano, corredata dalle illustrazioni che Zigaina aveva realizzato nel 1958 per l’edizione in tedesco del libro di Ippolito Nievo.  

1991

Palazzo Sarcinelli a Conegliano ospita un’antologica con 150 incisioni tra 1965 e 1990 con testi in catalogo di Marco Goldin e Guido Giuffrè. La mostra comprende anche i disegni eseguiti per l’edizione tedesca delle Confessioni di Ippolito Nievo. Per le edizioni della Galérie Kara di Ginevra esce una monografia in lingua francese. Tiene seminari a Monaco, Colonia e Francoforte in occasione della traduzione tedesca del saggio Pasolini e la morte (Pasolini und der Tod, Piper Verlag). Si apre un’antologica di acqueforti e tecniche miste degli anni ’70-80 a Palácio Foz di Lisbona su invito dell’Istituto Italiano di Cultura in Portogallo. Palazzo Sarcinelli a Conegliano ospita la mostra delle incisioni tra 1965 e 1990 e i 40 disegni per le Confessioni di un italiano. Due Ceppaie del 1961 rappresentano Zigaina nella mostra Paesaggi italiani. Una situazione del secondo Novecento curata da Marco Goldin a Conegliano e all’ex convento di San Francesco a Sciacca. Partecipa alla rassegna Il colore del lavoro. Il lavoro come oggetto e come soggetto nella pittura italiana tra Ottocento e Novecento, a cura di Francesco Poli e Claudia Gian Ferrari alla Mole Antonelliana di Torino. Tiene una lezione su Pasolini all’Istituto italiano di Cultura di Madrid discutendo sul tema del rapporto dello scrittore con il quadro di Velasquez “La fucina di Vulcano” nelle collezioni del Prado. Collabora al documentario di Sergio Citti, sodale di Pasolini, sul poeta friulano Biagio Marin.

1992

Viene assegnato a Zigaina il “Gran premio Alpe Adria” per il disegno, Lubiana, Castello di Tivoli. Cura per il Centro Andaluz de Teatro di Siviglia la supervisione alla regia della tragedia di Pasolini Orgia, scritta nel 1966 e rappresentata per la prima volta a Torino nel 1968. In catalogo, uno scritto di Zigaina sul soggetto di Pasolini. Espone alla rassegna Identität, Differenz: Tribüne Trigon 1940-1990: eine Topographie der Moderne alla Neue Galerie – Universalmuseum Johanneum di Graz. 

1993

Personale con trenta tecniche miste anche di grandi dimensioni intitolata Il viaggiatore della notte alla Tour du Lépreux di Aosta, con testi di  Enzo di Martino e di Janus. Il dipinto Verso la laguna, la folgore blu del 1991 entra nella Pinacoteca della Regione autonoma Valle d’Aosta. Alcune versioni del tema portano il titolo significativo Verso la laguna e il mondo. Partecipa alla mostra Dieci artisti dell’Alpe Adria allo Esslinger Kunstverein in Villa Merkel, Esslingen e, con dieci opere come vincitore del Gran Premio europeo per il disegno, allo Ernst Museum di Budapest. Apre l’antologica di Opere 1947-1992 alla Kärtner Landesgalerie di Klagenfurt. Pubblica Pasolini e l’abiura. Il segno vivente e il poeta morto, Marsilio Editore, Venezia: dell’intero corpus di scritti del poeta e del suo itinerario intellettuale in ordine ad alchimia, misticismo orientale, teoria degli archetipi, profezia vaticinante, Zigaina propone un’interpretazione che teorizza la morte di Pasolini come atto di rivalutazione semantica dell’opera.

1994

Per le “Edizioni del tavolo rosso” della Stamperia Albicocco di Udine esce una plaquette dedicata alle acqueforti anni ‘70-80 di Zigaina con un testo di Valerio Volpini. Espone all’Istituto italiano di Cultura di Madrid. Viene pubblicato il saggio di Friederike Mayröcker dedicato a Zigaina Diffusi bagliori del pennello in “Lection”, per le edizioni Suhrkamp, Francoforte. Espone in personale ai Musei d’arte moderna di Istanbul, Ankara e Izmir (Smirne). Scrive il testo Hermann Nitsch / Pier Paolo Pasolini per il catalogo della mostra “Hermann Nitsch O.M. Theater” alla Kärntner Landesgalerie di Klagenfurt. Per le Edizioni Colophon di Egidio Fiorin in Belluno esce Vola alta, parola, libro d’artista omaggio al poeta Mario Luzi con lavori di Zigaina, Guccione, Paladino, Bonalumi, Dorazio, Licata, Valentini, Maraniello, Galli, Scialoja, Castellani e Vedova, prefazioni di Liliana Cavani e Massimo Cacciari. 

1995

Ampia rassegna dell’opera grafica a Palazzo Sarcinelli di Conegliano e dipinti recenti alla Casa del Carraresi di Treviso. Mostra dell’opera grafica 1980-1995 alla Stamperia Il Bisonte di Firenze, con testi di Marco Vallora, Giorgio Luti, Giuseppe Zigaina, Nicola Micieli. Partecipa alla mostra L’opera su carta a cura di Marco Goldin, itinerante in venti gallerie private italiane. Esce per le edizioni Electa di Milano una monografia in due volumi: opera pittorica, con 140 dipinti e 35 disegni, e catalogo generale delle incisioni, che censisce 294 lastre, a cura di Marco Goldin, a coronamento di un poderoso lavoro di studio del critico trevigiano sull’opera dell’Artista; i volumi riportano una scelta di saggi, un testo autobiografico di Zigaina corredato da sue fotografie del paesaggio di Cervignano, di Palmanova e della laguna di Grado, e un ulteriore testo relativo all’attività incisoria dal titolo Si inizia sempre così. Pubblica da Marsilio Editore la raccolta di quattordici racconti autobiografici Verso la laguna e Hostia. Trilogia della morte di Pier Paolo Pasolini che raccoglie i tre libri pubblicati tra 1987 e 1993: Pasolini e la morte. Mito, alchimia e semantica del “nulla lucente”; Pasolini tra enigma e profeziaPasolini e l’abiura. Il segno vivente e il poeta morto. Nel numero di maggio della rivista zurighese “Du” (n. 649) Frederike Mairöcker ed Helga Leiprecht firmano un articolo sulla figura di Zigaina. Alla seconda metà del decennio appartiene una sequenza di dipinti di grandi dimensioni nuovamente dedicati ai girasoli, presentati come entità naturali monumentali elevate a simbolo in una tavolozza dai verdi smeraldini ai verdi e gialli acidi contro sfondi azzurri solcati da lampi. 

1996

A Palazzo Crepadona di Belluno si apre la mostra Zigaina. Opera grafica 1965-1995 a cura di Egidio Fiorin. Partecipa alla mostra Pittura e fotografia a cura di Alberto Montrasio al Palazzo dell’Arengario di Monza, con un saggio di Roberto Sanesi, e alla mostra Homo Faber a cura di Raffaele De Grada e Marisa Zattini all’Oratorio di San Sebastiano in Forlì. Al 36° Premio Suzzara viene esposta l’opera di Zigaina vincitrice dell’edizione del 1956. Al volume Verso la laguna viene attribuito il premio letterario “Regione Veneto – Leonilde e Armando Settembrini”. A firma di Zigaina è la prefazione al catalogo P.P. Pasolini. Organizar il trasumanar / P.P. Pasolini oder die Grenzübershchreitung, Neue Galerie am Landesmuseum Johanneum Graz, edizioni Marsilio / Oberbaum, Venezia / Berlino, con testi di Christa Steinle, Achille Bonito Oliva, Miguel Angel Cueva, Luciano De Giusti. 

1997

È invitato con 14 opere alla mostra Pittura in Italia 1950-1960, a cura di L. Trucchi, F. De Santis, B. Mantura allo Szepmuveszeti Muzeum di Budapest, itinerante all’Istituto Italiano di Cultura di Praga e al Nationalmuseum di Cracovia. Principia il rapporto con la Galleria Montrasio Arte di Monza con una personale prefata da Rossana Bossaglia, primo di una sequenza di momenti espositivi nelle varie sedi della galleria. Acqueforti di grandi dimensioni di Zigaina sono inserite nell’ingresso del Teatro Pasolini di Cervignano ricostruito dall’Architetto Gino Valle.

1998

Viene assegnato a Zigaina il Premio Terni per la cultura. Un suo dipinto e un’incisione entrano in dono nella collezione del nuovo museo di Palazzo Sarcinelli a Conegliano. 

1999

Espone in personale a Seul su invito dell’Istituto Italiano di Cultura. La Galleria Civica di Bolzano ospita la mostra Icone per un transito che affianca un articolato programma dedicato a P.P. Pasolini in varie sedi cittadine. Dipinti di Zigaina a Monza nelle rassegne Cinque Maestri alla Galleria Montrasio e L’altro ventennio 1945-1965 al palazzo dell’Arengario. Pubblica da Marsilio Editore, Pasolini. Un’idea di stile: uno stilo! Contro l’intenzione di vanificare la costruzione di ciò che Pasolini aveva definito “un giallo puramente intellettuale”, rispondendo al tentativo di sovvertire l’associazione per simboli nel racconto mitico pasoliniano fondata sulla concomitanza della Domenica e del Giorno dei morti, Zigaina fornisce nuove prove, dopo quelle in Hostia, che la morte di Pasolini è “opera d’autore”.

2000

Folta antologica con oltre 120 opere tra 1946 e 2000 al Museo Revoltella di Trieste, organizzata da Ruggero Montrasio. Accompagna la mostra un volume monografico edito da Electa, con introduzione di Maria Masau Dan e un ampio saggio di Carlo Pirovano dal titolo Zeus e le farfalle. A Siena, Banchi di Sotto, e alla Art Gallery of York University di Toronto si aprono le mostre Zigaina. To Al Purdy. translating Cultures into words and visions: la mostra, in collaborazione tra Università di Siena e di Toronto ha il sostegno dell’Ambasciata del Canada. Espone al Tiroler Kunstpavillon, Kleiner Hofgarten di Innsbruck. Dona un gruppo di 25 incisioni all’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti. Pubblica per le edizioni La Scaletta Temi e treni di Pier Paolo Pasolini.

2001

Partecipa alla mostra Realismi per l’inaugurazione della sede milanese della galleria Montrasio con saggio di Elena Pontiggia in catalogo, e alla rassegna Realismi: arte letteratura e cinema in Italia 1943-1953 a cura di Luciano Caramel al Palazzo dell’Arengo e del Podestà di Rimini. Mostra monografica con la galleria Montrasio nel contesto di Artefiera di Bologna. Pubblica presso Marsilio la raccolta autobiografica Mio padre l’ariete e redige uno scritto dedicato a Friederike Mayröcker in Studia austriaca; le edizioni del Tavolo Rosso pubblicano il libro d’arte Giuseppe Zigaina per Friederike Mayröcker con tre acqueforti per artista. Agli inizi del decennio l’icona del padre si ripresenta nei dipinti, assisa in trono a sorvolare i campi verso la laguna tra bagliori di fuoco o sopra i girasoli. Alla figura del padre è interamente dedicata la mostra prefata da Sandro Parmiggiani al castello di Arceto. Le grandi acqueforti realizzate dall’Artista vengono a volte riutilizzate come traccia per interventi di colore a pennello, collegando intimamente la poetica incisoria con quella pittorica.

2002

Zigaina è nominato Accademico della Bayerische Akademie der Schönen Künster di Monaco per meriti artistici e per il suo lavoro di decodifica del linguaggio criptico di Pasolini. Si apre una mostra ricca di oltre 120 Disegni e incisioni 1947-2001 itinerante dai Civici Musei di Storia e Arte di Udine al Museum Rupertinum di Salisburgo, alla Staatliche Graphische Sammlung di Monaco di Baviera, alla Galleria d’Arte moderna di Bologna. Il catalogo comprende testi dedicati al disegno, di Michael Semff sui lavori per Ippolito Nievo, di Peter Weiermair e Giuseppe Bergamini; il racconto di Friederike Mayröcker del 2001 Bicyclettes et faux 1950 e lo scritto autobiografico di Giuseppe Zigaina Paesaggio come anatomia. Si apre al Salone del Parlamento del Castello di Udine la rassegna a cura di G. Bergamini: Zigaina. Dipinti 1944- 2002, prima grande mostra dell’Artista nel capoluogo friulano. In catalogo anche un saggio di Alberto Olivetti sul costituirsi della forma. Zigaina scrive un lungo articolo su Pasolini e Gian Giacomo Feltrinelli per il numero di marzo dedicato all’editore milanese dalla rivista “Du” di Zurigo: “Giangiacomo Feltrinelli, un uomo in rivolta”. La Scuola del Libro di Urbino pubblica il libro d’artista Pasolini: la Ricerca e il Gioco con tre testi e tre incisioni originali di Zigaina.

2003

Zigaina pubblica da Marsilio Editore Pasolini e il suo nuovo teatro, “senza anteprime né prime né repliche”. Tramite la galleria Montrasio Arte di Monza la grande Crocefissione del 1947 viene donata dal collezionista Livio Fontana alla Galleria d’arte sacra dei contemporanei di Villa Clerici a Milano: nell’occasione esce il catalogo Zigaina: una donazione. Alcune opere della collezione personale di Zigaina pervengono alla Galleria d’arte moderna di Treppo Carnico intitolata a Enrico de Cillia in occasione della realizzazione a mosaico dell’affresco di Zigaina sito nella Sala comunale, distrutto dal terremoto del 1976.

2004

Espone alla rassegna Bodini-Zigaina: per un amico alla galleria Montrasio di Milano, in collaborazione con la Fondazione Lajolo, con introduzione di Laurana Lajolo, testi di Flavio Arensi e Davide Lajolo. La mostra, nel ventennale della scomparsa dello scrittore, prende spunto dal libro Gli uomini dell’arcobaleno, pubblicato nel 1984 da Agosta Tota editore a Parma, in cui Lajolo raccolse gli incontri con molti artisti amici a partire dal 1945. In mostra il grande dipinto Occupazione delle terre del 1955 già appartenente alla collezione dello scrittore il cui busto, firmato da Bodini, figura nella casa, sede della Fondazione a Vinchio d’Asti. Espone nella mostra L’incanto della pittura. Percorsi dell’arte italiana del secondo novecento, a cura di Claudio Cerritelli a Mantova, Casa del Mantegna. Edito dalla Triennale Europea dell’incisione in occasione della mostra alla Biblioteca di Cervignano del Friuli esce il libro fotografico Omaggio a Giuseppe Zigaina: ottant’anni di un Artista, con 84 immagini scattate lungo l’arco della vita del pittore. Per le edizioni Rex Electrolux esce un catalogo monografico con lavori grafici degli anni ’90, introdotto dal testo di ZIgaina “Gettare uno sguardo sulla propria vita” che puntualizza la labilità della linea di confine tra l’iconico e il verbale tipica del suo operare. 

2005

In novembre si apre la rassegna Verso la laguna che propone sessanta opere scelte tra 1946 e 1996 al Museo della Permanente di Milano, a cura di Ruggero Montrasio, con scritti di Flavio Arensi e René Berger. Partecipa alla mostra Cinque Maestri alla galleria Montrasio di Milano. Pubblica dall’editore Marsilio nella collana “Gli specchi” Pasolini e la morte. Un giallo puramente intellettuale (coeva è la traduzione tedesca di Klaudia Ruschkowski a cura del Deutschen Filmmuseum di Francoforte “Pasolini und der Tod. Ein rein intellektueller Krimi”). Nel libro ZIgaina sostiene che Pasolini iniziò nel 1958 a concepire la totalità della propria opera letteraria e filmica come messa in scena degli atti significativi della sua presenza nel mondo: atti che sarebbero stati incrementati di senso da una morte organizzata ritualmente dallo stesso regista martire per autodecisione, come ripetizione del mito culturale di “morte-rinascita” esposto a testimonianza finale nel suo Manifesto per un Nuovo Teatro del 1968.

2006

Espone alla rassegna I costruttori. Il lavoro in cento anni di arte italiana, allestita a Rimini, Castel Raimondo e al Real Albergo dei Poveri di Palermo, corredata da un ampio catalogo edito da Skira. Retrospettive di Zigaina e Guerreschi al Premio Salvi di Sassoferrato. Esce la traduzione tedesca dei racconti Verso la laguna / In die Lagune, Folio, Wien.

2007

Al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” si apre la rassegna di dipinti e incisioni Zigaina. Verso la laguna con testi in catalogo di Isabella Reale e di Alberto Panza, dedicato questo al tema del Viaggiatore notturno.  

2008

Nel contesto della Prima rassegna d’arte Premio Orzinuovi si apre alla Rocca San Giorgio un’antologica con opere a partire dall’opera premiata alla III edizione del Premio nel 1957. Mostra di 40 opere scelte tra 1976 e 2006 ai Musei di Santa Giulia in Brescia a cura di Marco Goldin che pubblica per l’occasione un volume – catalogo ampiamente illustrato che riporta il nuovo saggio Una storia di pittura e la pièce autografa La processione di Barbana, dedicata alla storia di Giuseppe Zigaina, che viene recitata nella giornata inaugurale. Esce l’edizione in tedesco dei racconti Mio padre l’ariete / Mein Vater, der Widder per le edizioni Folio, Wien. 

2009

A Villa Manin di Passariano di Codroipo si apre in primavera un’imponente mostra antologica a cura di Marco Goldin, ricca di 130 opere tra 1942 e 2009, con lavori giovanili inediti: la rassegna costituisce il frutto di ulteriori approfondimenti sull’opera di Zigaina da parte del critico trevigiano. Affianca la mostra un volume di grande formato, riccamente illustrato, edito da Linea d’ombra Libri.  

2011

È presente nel Padiglione Italia della LIV edizione della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. I dipinti dell’ultimo periodo creativo dell’Artista impaginano la figura del padre sullo sfondo dell’amato paesaggio friulano tra acque e terre, in toni meditativi e rasserenati. Zigaina cura con Daniele Tarozzi la mostra Organizzar il Trasumanar. Pier Paolo Pasolini cristiano delle origini o gnostico della prima ora / Das Überschreiten organisieren. Pier Paolo Pasolini Urchrist oder moderner Gnostiker, con 12 opere pittoriche di Pasolini, fotografie di Deborah Beer e conferenza-dibattito al Centro Studio P.P. Pasolini di Casarsa della Delizia.

2012

Alla Guardini Stiftung di Berlino si apre la mostra Zwei Flüsse. Giuseppe Zigaina / Pier Paolo Pasolini, a cura di Giuseppe Zigaina in collaborazione con Klaudia Ruschkowski e Peter Kammerer, con disegni e tecniche miste di Zigaina e Pasolini e un intervento di Aldo Venturelli, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura berlinese.

2013

L’Accademia di Belle Arti di Venezia acquisisce dalla Fondazione Giorgio Cini la collezione di grafica dell’Associazione Incisori veneti, comprendente fogli delle maggiori figure del Novecento tra cui Giuseppe Zigaina, raccolte fin dal 1954 alle mostre della Bevilacqua la Masa. Si apre al Museo regionale di Scienze naturali di Torino la mostra Zigaina e Pasolini a cura di Enzo Spadon e Angelo Catanzaro, introduzione di Gianni Vattimo e testi di Francesco Poli, Angelo Mistrangelo, Zeno Birolli.

2014

In occasione del novantesimo compleanno dell’Artista, il 2 aprile, si aprono tre mostre dal titolo Giuseppe Zigaina. Paesaggio come anatomia. Opera grafica: 1965-2014. La prima, allestita al Palazzo del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia a Trieste, presenta una settantina di fogli e la recente opera Mio padre in sogno del 2014; è realizzata con il sostegno della Regione e del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Cervignano, della Fondazione Crup e dell’Accademia udinese di Scienze Lettere e Arti, e organizzata dal Circolo Arci di Cervignano del Friuli in collaborazione con la stamperia d’Arte di Corrado Albicocco di Udine, per la cura di Francesca Agostnelli. Fra i contributi in catalogo un testo di Claudio Magris e fotografie di Danilo De Marco che ritraggono Zigaina nella sua casa e nel suo studio. La seconda mostra, allestita presso il Centro Civico di Cervignano del Friuli, presenta una quarantina di incisioni. La terza mostra, presso la Stamperia d’Arte Corrado di Albicocco in Udine, presenta quaranta incisioni tecnicamente centrate sull’acquaforte e alcuni esempi di ceremolli, acquetinte e maniera a zucchero in opere della collezione personale dello stampatoreA Zigaina è dedicata inoltre la sezione conclusiva della mostra La scena dipinta: bozzetti e figurini nelle collezioni del Civico Museo teatrale Carlo Schmidl di Trieste allestita a Palazzo Gopcevich.

2015

Zigaina muore all’ospedale di Palmanova il 16 aprile all’età di 91 anni. 

2016

A un anno dalla scomparsa dell’Artista la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Cervignano del Friuli sostengono il progetto Zigaina e Pasolini in scena che indaga il contributo di Giuseppe Zigaina nel cinema di Pasolini. Una serie di mostre curate da Francesca Agostinelli tra Trieste, Udine, Cervignano del Friuli e Mota Safon (Grado) ripercorrono l’impegno del pittore sul set pasoliniano. Il progetto si conclude il 2 aprile al Civico Museo Revoltella di Trieste con la mostra Le due lagune nella quale sono esposte le incisioni di Zigaina e i disegni realizzati da Pasolini a Mota Safon. In catalogo testi di Francesca Agostinelli, Luciano De Giusti, Carlo Gaberscek, Marco Vallora e Giuseppe Zigaina. Nel settembre dello stesso anno la Triennale Europea dell’Incisione, fondata da Zigaina nel 1981, allestisce per la XXXV edizione una mostra dell’opera grafica dell’Artista, dal titolo Giuseppe Zigaina, Il segno e il disegno, a cura di Giuseppe Bergamini e Enzo Di Martino alla Chiesa di San Francesco in Udine. 

2017

Quattro opere di Zigaina provenienti da collezioni private sono esposte nella mostra “Pittori/Poeti/Pittori”, a cura di Marco Vallora, alla Fondazione Bottari Lattes a Palazzo Banca d’Alba, accanto a una sequenza di lavori di De Pisis, Fortini, Alfonso Gatto, Mario Lattes, Levi, Maccari, Montale e P.P. Pasolini. 

2018

Il 23 febbraio, Il Comune di Udine e l’Accademia udinese di Scienze, Lettere e Arti, di cui Zigaina fu membro onorario, organizzano una giornata di studi dedicata all’Artista presso il Museo di Arte moderna e contemporanea di Casa Cavazzini. Gli atti, curati da Francesca Agostinelli e Vania Gransinigh, contengono saggi di Francesca Agostinelli, Giuseppe Bergamini, Cesare De Michelis, Alberto Franchini, Alberto Lolli, Chiara Perin, Vanja Strukelj, Marco Vallora. 

2019

A 50 anni dalla realizzazione del film di Pier Paolo Pasolini Medea, la città di Grado, in collaborazione con Cinemazero di Pordenone e Cineteca di Bologna, con i patrocini del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, dell’Università degli Studi di Trieste, di Turismo FVG, Comune di Cervignano, Archivio Zigaina, Centro Studi Biagio Marin, Cineteca del Friuli e Graisani de Palù, propone nel foyer del cinema Cristallo la mostra Medea 50: Pier Paolo Pasolini, Maria Callas e Grado, a cura di Francesca Agostinelli e Massimo De Grassi. Testimonianze fotografiche del fotografo di scena Mario Tursi, documenti video e letterari – dalle descrizioni di Pasolini ai racconti di Zigaina – ricreano un itinerario nei luoghi citati dalla famosa pellicola. Le riprese, concentrate nel film in un quarto d’ora, furono effettuate tra luglio e agosto 1969 alla foce del fiume Àusa e sull’isola Mota Safòn dove Pasolini ebbe il casone da regista. In catalogo contributi di Roberto Chiesi del Centro studi-Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, dello studioso del cinema pasoliniano Luciano De Giusti, di Massimo De Grassi che si sofferma sul rapporto di Pasolini con Grado e di Francesca Agostinelli che ricostruisce la cronaca delle riprese nel cuore di quella laguna che Zigaina aveva fatto conoscere all’amico regista, a bordo della propria barca.